NEL CASTELLO COME IN UN SOGNO

Nel Castello come in un sogno è la proposta completa della Fondazione Teatro della Toscana per l’Estate di Scandicci 2016 al Castello dell’Acciaiolo.

Al suo interno vi è Shakespeare Shaker, la rassegna estiva, tra giugno e luglio, tra Firenze e Scandicci, che la Fondazione dedica a Shakespeare nel 400° anniversario della sua morte. Una riflessione su un teatro diverso, per non dire ‘nuovo’, che sia fortemente legato a comunità di spettatori.

PREZZI E INFORMAZIONI

Castello dell’Acciaiolo | Parco e Pomario
Via Scarlatti
Scandicci (FI)

L’orario dei concerti è indicativo.

In caso di pioggia, gli spettacoli teatrali si terranno al Teatro Studio di Scandicci.
I concerti, invece, saranno annullati e, se possibile, recuperati in altra data.

Biglietteria di prevendita
Teatro della Pergola | Via della Pergola 30 | 055.0763333 | biglietteria@teatrodellapergola.com
Dal lunedì al sabato: 9.30 / 18.30

I biglietti sono acquistabili anche presso tutti i punti vendita del circuito regionale Box Office e online.
Biglietteria serale sul luogo dell’evento a partire da un’ora prima dell’inizio dello spettacolo.

Riduzioni sul biglietto
Residenti nel Comune di Scandicci, over 60, under 26, soci UniCoop Firenze, abbonati Teatro della Toscana, possessori di PergolaCard.

6 Lug 2016 - 11 Lug 2016 Romeo e Giulietta

Da mercoledì 6 a lunedì 11 luglio va in scena al Castello dell’Acciaiolo di Scandicci Romeo e Giulietta nella suggestiva interpretazione degli allievi del primo Corso biennale di Formazione per Attori ‘Orazio Costa’ della Fondazione Teatro della Toscana, coordinati da Pier Paolo Pacini, e di cui si può seguirne l’evoluzione dietro le quinte con l’hashtag sui Social #PlayingwithRomeoeGiulietta.

Tre differenti cast, con tre Romei e tre Giuliette, e con attori sempre in scena, si alternano nelle recite su un placo a più livelli, circondati dall’affascinante scenario dell’Acciaiolo, protagonista insieme al pubblico dei tumulti interiori dei più celebri innamorati della storia del teatro.

I costumi e gli elementi di scena e di attrezzeria sono stati realizzati dagli allievi del Laboratorio di Costumi e Scene del Teatro della Pergola, in collaborazione con la Fondazione Cerratelli. In particolare, sui costumi si è lavorato sul celebre Romeo e Giulietta di Zeffirelli.

Il Romeo e Giulietta al Castello dell’Acciaiolo di Scandicci è un profondo e intenso lavoro sui temi della tragedia di Shakespeare, l’amore, la gestione dei conflitti, l’amicizia, fatto con entusiasmo, onestà, umiltà e consapevolezza dai 18 allievi del primo anno del Corso biennale di Formazione per Attori ‘Orazio Costa’ della Fondazione Teatro della Toscana. Questo all’interno di un progetto didattico che ha come obiettivo la formazione di attori di parola, in grado cioè di avere le capacità tecniche per recitare e interpretare un testo, senza certo escludere il fondamentale lavoro sul corpo, sull’immaginazione e sulla creatività interpretativa, che anzi sono esaltate dallo studio del Metodo Mimico di Orazio Costa. L’adattamento e coordinamento dello spettacolo in scena da mercoledì 6 a lunedì 11 luglio è Pier Paolo Pacini. I costumi e gli elementi di scena e di attrezzeria sono stati realizzati dagli allievi del Laboratorio di Costumi e Scene del Teatro della Pergola, in collaborazione con la Fondazione Cerratelli. In particolare, il lavoro sui costumi si è sviluppato a partire dallo studio dei cartamodelli originali di Danilo Donati, premio Oscar per il Romeo e Giulietta di Zeffirelli, rielaborati poi nell’ambito dei corsi del Laboratorio.

L’idea di questo allestimento nasce da una tradizione tipicamente nordeuropea”, spiega Pacini, “specialmente inglese, quella di allestire durante l’estate nei parchi pubblici dei palcoscenici che sono liberamente lasciati a disposizione di gruppi di attori professionisti e non per effettuare degli spettacoli. Quindi la suggestione è quella che al Castello dell’Acciaiolo dal 6 all’11 luglio un gruppo di ragazzi arriverà e metterà in scena Romeo e Giulietta, con le caratteristiche che la condizione logistica e tecnica particolare richiede, e con il fascino che ne deriva.”

Gli attori si alternano nelle recite degli inestinguibili odi familiari, lo sferragliare delle spade, l’enfasi e il lirismo sentimentale senza paragoni dei sussurri d’amore di Romeo e Giulietta, il ballo intrecciato del caso e della malasorte, il sinistro operare dei veleni, le morti incrociate degli amanti.

È uno spettacolo all’aperto, in un contesto che è sicuramente evocativo”, prosegue Pier Paolo Pacini, “con allievi di una scuola di teatro di un Teatro Nazionale. Questo ha comportato che tutti e 18 siano coinvolti ogni sera, tutti insieme. E per dare a tutti l’opportunità di poter fare l’esperienza di un testo classico, così importante, ci sono tre cast che si alternano. Tre cast con caratteristiche del tutto diverse tra loro: a questo proposito io consiglio di vederli tutti.”

L’amore eleva le anime in cielo e la morte trascina i corpi sottoterra: il contrasto portante che rende Romeo e Giulietta sempre tragicamente attuale è quello tra un amore assoluto, di una purezza che proprio la sua brevità e il suo destino di morte rendono totale, e un odio altrettanto assoluto, in quanto cieco, in quanto ormai immemore delle ragioni della sua nascita. Una prova non facile che i 18 allievi attori hanno affrontato con impegno e serietà, perseveranza e generosità, mettendo in gioco ognuno le proprie caratteristiche e i personali talenti, senza però mai dimenticare di fare parte di un gruppo.

In scena ci sono ragazzi e ragazze”, conclude Pacini, “tra i 18 e i 25 anni, quasi tutti alla loro prima esperienza in palcoscenico, davanti a un pubblico. Un’esperienza importante e impegnativa.”

Per cui, citando Shakespeare: “Ecco quello che la nostra scena vi offrirà in due ore. Se ascolterete con pazienza, la nostra fatica cercherà di compensare qualche mancanza.”

12 Lug 2016 Rotta su Schlaraffenland. Anche al popolo il suo bengodi

All’alba del XX secolo le comodità della vita quotidiana erano tali che, agli occhi di alcuni, il recente passato sembrava lontano migliaia di anni. L’avvenire, per chi sapeva maneggiare bene il danaro, pareva una strada solida e diritta dove non sarebbe mai tramontato il sole. Ma per il popolo escluso da questo «paese della cuccagna»? Era tempo di mettersi in “marcia”, al suono delle migliori fanfare e provare a conquistarsi un pezzetto di “bengodi”…

Tra musiche vivaci e buffi racconti, una serata immersi nel brulicante e ingordo mondo di inizio Novecento.

Ingresso libero fino esaurimento posti disponibili

14 Lug 2016 DANTE IN JAZZ

Un periglioso viaggio nelle tre cantiche della Divina Commedia, dove gli spettatori si imbatteranno in Francesca da Rimini, in Ciacco, in Ulisse, nel Conte Ugolino, nei diavoli delle Malebolge, cullati da pezzi noti di jazz che si susseguono fra i temi della Commedia dantesca: alcuni vengono sviluppati con gli assoli, altri vengono sovrapposti alla recitazione… fino a rivedere la luce divina che porta speranza per un futuro migliore.

Ingresso libero

15 Lug 2016 Otello

Lettura-commento

Una tragedia ‘privata’, una parabola che parla di gelosia, scontro di civiltà, di razzismo ed emarginazione. Ma Otello è anche, grazie all’arcana creazione shakespeariana di un personaggio come Iago, l’inquietante cronaca di un malvagio condizionamento psichico, nel ritratto di un’Italia esotica e proverbialmente passionale. Il fascino di quella che è, non senza ragione, una delle opere più famose di Shakespeare, consiste in buona parte proprio nella sua perfetta bipolarità, nel suo fatale strutturarsi attorno a due caratteri o, per dir meglio, a due enigmi esistenziali tanto diversi quanto complementari.

Gabriele Lavia, dopo gli allestimenti scenici del ‘75 (fu il suo debutto nella regia teatrale) e del ‘95, pensa a Otello come a una tragedia della mente, coi suoi fantasmi e i suoi simulacri, tragedia di anime reiette e dannate: da un lato il ‘Negro Otello’, discriminato antropologicamente come razza inferiore, mostruosa, bestiale, culturalmente come barbaro, metafisicamente come non eletto, privo di anima, creatura infernale, diavolo; dall’altro il ‘Bianco Iago’, a sua volta discriminato socialmente per gli insuccessi nella sua vita militare, moralmente represso, vittima di un puritanesimo eccessivo che proietta sul Moro tutto il ‘peggio’ che si porta dentro, con tormento.

Otello diventa così il dramma dell’Io diviso che vive con dolore la sua doppia identità di barbaro e di civilizzato. Otello è statuario, quasi totemico, alterna toni maestosi a impennate selvagge nei trasporti amorosi, la sua gelosia si rintana sotto il letto, plagiato da Iago, un groviglio di strazianti contraddizioni, che riesce nel difficile esercizio di rendere la fragile patetica credulità del “diverso”.

16 Lug 2016 - 17 Lug 2016 LA MANDRAGOLA

Sabato 16 e domenica 17 luglio arriva nel Castello dell’Acciaiolo di Scandicci il capolavoro più originale del teatro comico del Cinquecento italiano, La Mandragola di Niccolò Machiavelli. Un lavoro ‘principe’ nello smascherare l’ipocrisia di qualsivoglia autorità.

Una produzione Fondazione Teatro della Toscana con gli attori de La Compagnia delle Seggiole.

“Può davvero diventare un’ossessione il non riuscire ad avere un figlio che garantisce la continuità del casato, ma non al punto di dover morire, pur di averlo, prima del tempo. Se però la vita può lasciarcela un altro…” Così Messer Nicia, che si crede furbo, si fa coinvolgere da chi furbo è davvero in una beffa erotica dal vago sapore boccaccesco. Ma nonostante la materia leggera, La Mandragola non smentisce il Machiavelli de Il Principe: nello smascherare l’ipocrisia di autorità intoccabili come la Chiesa o la famiglia nella Firenze rinascimentale; nel dimostrare che nella conquista di qualcosa cui si tiene davvero, non importa se si tratta di una donna o di un principato, le regole del gioco sono sempre le stesse. I modelli di riferimento sono, per Messer Niccolò, il teatro classico, da cui trae l’impianto generale, la novellistica e Boccaccio in particolare da cui prende la materia narrata, l’articolazione e la psicologia dei personaggi.

La beffa fiorentina per eccellenza, tra i primi testi in prosa italiana, narra del giovane e ricco Callimaco che, tornato da Parigi a Firenze, si serve dell’aiuto del parassita Ligurio per sedurre la bella e casta Lucrezia. Ligurio ha l’idea di sfruttare la stupidità del marito di lei, Nicia, desideroso di avere un erede, ma convinto che la moglie sia sterile. Organizza così un incontro in cui Callimaco si finge medico, suggerisce una pozione di mandragola per guarire la donna e convince Nicia della necessità di far giacere la moglie con uno sconosciuto, poiché la pozione avrebbe il potere di uccidere il primo uomo che avesse avuto rapporti con lei dopo averla bevuta. Lo scaltro Ligurio riesce poi a vincere la resistenza di Lucrezia a commettere il doppio peccato di adulterio e omicidio, grazie all’aiuto della madre di lei, Sostrata, e al corrotto Fra’ Timoteo, suo confessore. La sera, dopo aver fatto bere la pozione di mandragola a Lucrezia, viene organizzato il rapimento di un giovane vagabondo, che in realtà è Callimaco travestito. Quest’ultimo passa la notte con la donna e la mattina le rivela la sua identità, tutto l’inganno e il suo amore. Lei, constatata la differenza tra il vecchio marito e il giovane Callimaco, lo accetta come amante e gli consiglia di presentarsi all’inconsapevole Nicia come suo compare, cosicché potrà entrare e uscire dalla sua casa a suo piacimento e tutti avranno ottenuto ciò che volevano.

Come ne Il Principe, anche qui Machiavelli intende analizzare e mostrare la verità effettuale dei mezzi con cui l’uomo arriva a raggiungere i suoi fini, spostando però la prospettiva dallo scenario vasto della politica a quello della vita privata e utilizzando il linguaggio della comicità. Si tratta, tuttavia, di una comicità amara e spietata poiché, se lo scopo dell’agire politico ha una ‘intenzione alta’, i personaggi de La Mandragola mettono in campo tutte le loro migliori energie, le loro virtù, per uno scopo greve e volgare: il soddisfacimento dell’amore sensuale e l’interesse economico. In qualche modo, si può dire allora che le virtù del Principe siano distribuite in tutti i personaggi, anche se sicuramente Ligurio lo rappresenta in modo più completo. È lui, infatti, il vero protagonista della vicenda, una figura ben diversa dai parassiti o dai servi scaltri della commedia classica, poiché non agisce per un materiale tornaconto personale.

19 Lug 2016 LA DODICESIMA NOTTE

Attraverso un riadattamento del testo originale di Shakespeare, Alessandro Calonaci traccia con semplicità una storia di amori e inganni, trame e sottotrame, scatenando una serie di eventi e imprevisti esilaranti che conducono al lieto fine.

Ingresso libero

20 Lug 2016 AMLETO?

Bisogna cantare e stare allegri. Tutto andrà.

Amleto è una domanda che nasce dalla visione di uno spettro. Lo spettro è il momento in cui guardiamo dentro noi stessi. Una pausa del tempo, un frattempo, un buio. Ci sbatte in faccia quello che possiamo essere. Noi sappiamo quello che siamo, non sappiamo quello che possiamo essere. Amleto è soggetto e oggetto della domanda, come ognuno di noi. Per tutti c’è un mistero nella realtà.

Macelleria Ettore accetta la sfida elisabettiana. Due attori in uno spazio nudo provano Amleto. Sprofondano nel testo, squarciano scene, scavano immagini e prendono derive sorprendenti. Due vite alla prova. Amleto e Ofelia, interpretati da Stefano Pietro Detassis e Maura Pettorruso. Essere e non essere. Attori e personaggi. Ombre che si fanno da specchio, identità inconsistenti. Il confronto è un dialogo al buio. Le parole affiorano come bagliori estemporanei. I piani si confondono, come vita e teatro. Cerchiamo di accordare l’azione alla parola e il pensiero all’azione nel tentativo di tendere lo specchio alla natura. Fare accadere il teatro come un incidente. Amleto? è una ricerca nella sottrazione di artificio: voci nude, corpi esposti, buio, luci, ombre. Un’esperienza semplice e misteriosa. La vita si riversa in scena per lasciare una traccia, un’eco di sé. Ofelia e Amleto provano parti della tragedia. Ma qui la tragedia è la vita reale. Con una trama da costruire. E un epilogo da inventare. L’originale shakespeariano vive di pochi cenni, rare suggestioni a sancire la distanza siderale tra due anime disanimate. L’alba non è mai giorno, la notte comanda.

Il montaggio è nella testa dello spettatore. Ognuno trova un pezzo di sé. L’eco di una domanda cui non ha risposto. Un’azione sviscerata dal pensiero e non agita. Un ricordo che ha il sapore dell’allucinazione. Uno spettro che pesa sul cuore. Il resto è silenzio.

21 Lug 2016 TARTUFO

Il Tartufo di Moliere, è l’emblema dell’ipocrita, che vive sotto la maschera della devozione religiosa e dell’amicizia per approfittare della fiducia, per trarre vantaggi e, in seguito, tradire chi prende di mira. Oggi, in questo momento storico, dove la comunicazione ha un valore maggiore dell’informazione, Tartufo, si erge a essere ancora di assoluta attualità.

L’adattamento di Calonaci, che ne cura anche la regia, vuole andare appunto in questa direzione, facendo del personaggio di Tartufo uno dei tanti oscuri protagonisti che nel nostro quotidiano muovono i fili delle nostre esistenze. Il tutto è condito, grazie alla capacità degli attori di Maldestro Compagnia, con contrappunti esilaranti e comici, come nella tradizione della migliore commedia dell’Arte, alla quale tanto deve l’estro e il genio di Molière.

Ingresso libero

24 Lug 2016 BOHEMIAN TOUR 2016

Il Tributo al gruppo che più di tutti ha lasciato un segno indelebile nel panorama del rock mondiale, i Queen.

I Great Queen Rats fanno rivivere al massimo l’esperienza di un vero concerto della band di Freddie Mercury: in formazione originale, tramite l’utilizzo di strumentazioni fedeli (tutto dal vivo), costumi identici agli originali e con grande qualità e tanta energia, il gruppo riesce a emozionare e lasciare un profondo segno nel pubblico. Tutto condito da un pizzico di follia, in puro “Queen Style”. L’idea è quella di suonare i Queen con la passione, l’energia, l’emozione che scaturiscono da veri fan del gruppo inglese, quali sono i componenti dei Great Queen Rats.

Olanda, Belgio, Spagna, Italia, USA, Asia, questi i paesi dove finora si sono esibiti, segno di una grande professionalità e una passione che unisce i componenti del gruppo e trasmette la musica dei Queen con un’alchimia unica nel suo genere.

Dalle hit più famose scritte dai Queen (We will rock you, We are the champions, Somebody to love, I want to break free) ai brani per veri intenditori (Keep yourself alive, Killer queen, Brighton rock, Mother love, Need your loving tonight), un concerto dei Great Queen Rats è un’esperienza tutta da vivere.

Ingresso libero

26 Lug 2016 SINFONICO HONOLULU IN CONCERTO

I Sinfonico Honolulu sono un’orchestra di 10 elementi composta da 8 ukulele, basso, percussioni e tre voci principali. Toscani e livornesi, i dieci musicisti hanno attraversato varie fasi mantenendo da sempre un duplice atteggiamento verso il proprio caratteristico quattro corde.

Se da un lato infatti i vari musicisti si sono impegnati a sfruttare al massimo le caratteristiche sonore del piccolo strumento hawaiano, da un altro non è mai stato perso lo sguardo giocoso e divertente, che l’ukulele istintivamente possiede e ispira. Contraddistinti da un look elegante e da un contrastante giacca e cravatta in bianco e nero, dalla prima divertita e spensierata fase dedicata a una riproposizione di classici del rock anglofono, il Sinfonico si apre a nuovi linguaggi e si confronta con la lingua italiana tributando Piero Ciampi nell’omonima manifestazione a lui dedicata, attraendo l’attenzione del cantautore Mauro Ermanno Giovanardi, fresco dell’apparizione Sanremese, con cui in men che non si dica incidono un album dedicato alla canzone d’autore italiana e alla carriera dello stesso ex La Crus.

Una formazione eclettica e multiforme per storia e approccio allo strumento, che diverte con la consueta attitudine e piglio autoriale, giocando a raccontare parte significativa della cultura giovanile dagli anni sessanta a oggi, con uno sguardo fresco e incline alla contemporaneità. Un percorso appassionante, un caleidoscopio musicale, che incanta e conquista.

Ingresso libero

27 Lug 2016 HUGOLINI LIVE + DJSET

In scena il divertimento dei dischi di uno dei più noti dj fiorentini, musicista e cantante attivo con La Scena Muta e membro dei Martinicca Boison, Lorenzo Ugolini.

Il suo divertente mix di suoni e ritmi dalle mille ispirazioni è capace di fondere Vinicio Capossela, Rino Gaetano e gli altri padri della canzone d’autore, con ritmi caraibici, rock and roll, musiche popolari ed elettronica.

Ingresso libero

28 Lug 2016 - 29 Lug 2016 TRE UOMINI E UNA CULLA

Tre uomini e una culla è un film francese del 1985, scritto e diretto da Coline Serrau, e candidato all’Oscar come miglior film straniero.

Trent’anni dopo, il brillante testo approda sul palcoscenico, con quattro rappresentanti del panorama toscano della commedia: Andrea Bruno Savelli, Alessandro Riccio, Lorenzo Baglioni e Nicola Pecci. Una produzione Compagnia del Pepe.

Protagonisti di questa brillante commedia tre allegri ragazzi del 2015, se per ragazzi si possono intendere tre ultra trentenni. Nicola, Lorenzo e Andrea non vogliono definire precisamente la loro età, così come non vogliono definire precisamente la loro esistenza, vivendo alla giornata alla ricerca del divertimento.

In una di queste giornate sbarca, come da un altro pianeta, una bambina di cui devono prendersi cura… e così hanno inizio una serie di gag divertentissime che porteranno all’inaspettato innamoramento dei tre per questa bimba, che da bambolotto insopportabile diventa, a mano a mano, unica donna indispensabile della loro vita.

Tra gli interpreti quattro rappresentanti del panorama toscano della commedia: Andrea Bruno Savelli, che riveste anche il ruolo di regista e adattatore del testo originale, Nicola Pecci, attore e cantante pratese, Alessandro Riccio, straordinario e versatile caratterista ed infine Lorenzo Baglioni, giovane autore e comico fiorentino protagonista di recenti successi sul web.