2 Mar 2018 - 11 Mar 2018
di Nikolaj Vasil'evič Gogol'
con Daniele Caini, Alessandra Comanducci, Domenico Cucinotta, Massimiliano Cutrera, Marco Di Costanzo, Erik Haglund, Stefano Parigi
spazio scenico Irina Dolgova e Alessio Bergamo
oggetti e costumi Thomas Harris
contributi sonori Andrea Pistolesi
regia Alessio Bergamo
produzione Fondazione Teatro della Toscana, Teatro dell’Elce, Cantiere Obraz
in collaborazione con Postop Teatro
con il sostegno produttivo di Armunia Festival Costa degli Etruschi
con il sostegno di Regione Toscana
foto di scena Flora Braschi e Giacomo Gandossi (ultima foto)
Orari 21.00, domenica ore 16.45
Riposo lunedì 5 marzo

La durata dello spettacolo è di un'ora e 45 minuti, atto unico
Prezzi Intero
14€

Ridotto | over 60, under26, soci Unicoop Firenze, abbonati Teatro della Toscana
12€

Ridotto | residenti comune di Scandicci, possessori di ICard e EduCard
10€
Quando:
02/03/2018 - 21:00–22:00
2018-03-02T21:00:00+01:00
2018-03-02T22:00:00+01:00

PRIMA NAZIONALE

Una fantasmagoria di scene dal taglio surreale, spesso umoristico, un carosello di apparizioni demoniache, un viaggio nei meandri della mente del consigliere titolare Aksentij Ivanovič Popryšin.
Alessio Bergamo con un gruppo di sette attori ha creato Appunti di un pazzo, allestimento scenico dal racconto di Gogol’ Diario di un pazzo. Il realismo fantastico che caratterizza il testo letterario si materializza grazie a un approccio recitativo in cui l’attore mantiene un contatto di gioco scoperto e diretto con il pubblico.
Una produzione Fondazione Teatro della Toscana, Teatro dell’Elce, Cantiere Obraz, in collaborazione con Postop Teatro e Armunia Festival Costa degli Etruschi.

Trama

Aksentij Ivanovič Popryšin è un impiegato statale al grado più basso della gerarchia impiegatizia. Sta seduto nell’anticamera dell’appartamento di servizio del suo capo. Durante la giornata attende alle sue mansioni principali: porge gli incartamenti e tempera le penne per Sua Eccellenza e, a omaggio, per la figliola di Sua Eccellenza. Oltre la porta pulsa la vita sgargiante, misteriosa e inaccessibile delle alte sfere della società. Accadono cose incomprensibili alla mente dei semplici. È necessario penetrare, scoprire, indagare se si vuole comprendere, se si vuole ascendere. Popryšin non è persona priva di intraprendenza e indaga, penetra, scopre.

È difficile capire quale sia la realtà vera delle cose. Comprendere è un atto intellettuale e dove c’è intelletto c’è immaginazione, e dove c’è immaginazione è facile non distinguere più la realtà. E d’altronde siamo sicuri che non sia proprio l’immaginazione a creare delle realtà che ci vengono a provocare, a indirizzare, a confondere o, al contrario, a portare a lucide chiarezze?

Difficile dirlo, fatto sta che Popryšin vivrà eventi straordinari che lo porteranno lontano dalla patria (o forse no), innalzato a cariche altissime (o forse no), implicato in intrighi di stato, clamorosi trionfi, gloriose imprese e terribili persecuzioni. E ad una, una sola, autentica rivelazione.

Note di regia

La novella di Gogol’ altro non è che una parabola sotto forma di scherzo, una riflessione sul rapporto tra l’uomo e la sua immagine sociale. Un tema inevitabile e oggi asfissiante, visto il moltiplicarsi delle immagini che quotidianamente, come in una camera di specchi, ci provocano scissioni interiori sempre più profonde, ci inducono a non farci capire più dove siamo noi e dove siano gli altri. Lo spettacolo va oltre la poetica di un teatro di rappresentazione tradizionale e lancia un ponte (o una sfida) verso la performance”.

Alessio Bergamo

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