BOLLARI

Memorie dallo Jonio
1 Dic 2016
ZOOM FESTIVAL 2016
XI edizione
ALGORITMI
numeri di teatro recente
di e con Carlo Gallo
con la collaborazione artistica di Peppino Mazzotta
costumi di Angelo Gallo
produzione Teatro della Maruca
foto di scena Alessija Spagna e Fabrizio Carbone
Orari 20.45
Lo spettacolo ha una durata di un'ora.
Prezzi Intero 8€

Ridotto 6€
Under 26, over 60, abbonati Teatro della Toscana, soci UniCoop Firenze

Ridotto 5€
Residenti Comune di Scandicci, possessori di ICard e eduCard, dipendenti Comune di Scandicci

2 spettacoli la sera stessa 10€
Quando:
01/12/2016 - 20:45–21:45
2016-12-01T20:45:00+01:00
2016-12-01T21:45:00+01:00

Il lavoro della compagnia Teatro della Maruca resta fedele a un teatro che sta nel pubblico con un certo tipo di sacrificio. In Bollari la ricerca si muove nei confronti del passato con un atteggiamento vitale, dettato da una curiosità onnivora, che guarda in tutte le direzioni, senza paraocchi. Una narrazione misteriosa e suggestiva come fiabe d’altri tempi, in una lingua che inventa se stessa nel dipanarsi degli eventi, dove tutto si traduce in parola. Di e con Carlo Gallo.

Sulle coste desolate del Mar Jonio, immersi nel silenzio tra i colori della macchia mediterranea, è divenuto sempre più raro assistere a quel miracolo che avveniva tra i pescatori e il mare, un fenomeno che veniva indicato col il termine “bollari”. Una parola antica tradotta nel suono gutturale dei pescatori per annunciare l’avvistamento dei tonni a largo delle coste, un urlo di gioia a cui seguivano lanci e fragori di bombe in mare, una pratica illegale per ricavare più pesce possibile in poco tempo e sopperire ai lamenti dello stomaco.

Bollari narra la contesa di mare tra due anziani pescatori e le vicissitudini di quella che fu la “Cecella”, il miglior peschereccio dello Jonio, negli anni del fascismo fino alle porte della seconda guerra mondiale. Tratto da racconti orali di anziani calabresi, Bollari è una storia di mare che si chiude sopra il deserto dei valori di un mondo travolto dal regime e dalla guerra.

La recitazione è scandita dalla respirazione e dalla gestualità ricercata, dalla musicalità di una lingua, arcaica, poetica, ma comprensibile a tutti, di fronte alla quale è impossibile non farsi travolgere e affascinare. Come sottofondo il rumore languido della spuma del mare, quel mare di gioie e di dolori, su cui si riversano la fame e la miseria del tempo. Quel mare su cui i personaggi rinnovano il proprio spirito e battono i remi – forse – alla conquista della propria libertà.

Una narrazione misteriosa e suggestiva come fiabe d’altri tempi, in una lingua che inventa se stessa nel dipanarsi degli eventi, dove tutto si traduce in parola.

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