GHERTRUDA LA MAMMA DI A.

Teatro Studio Mila Pieralli
18 Mar 2016 - 19 Mar 2016
di Davide Rondoni
un progetto di Davide Rondoni e Laura Piazza
regia Filippo Renda
con Laura Piazza
scene e costumi Eleonora Rossi
coreografie Alessandra Bordino
luci Cesare Agoni
suono Edoardo Chiaf
video Sebastiano Pupino - Fedora
produzione CTB Centro Teatrale Bresciano
foto Francesco Maria Colombo
sede dell'evento Teatro Studio Mila Pieralli, Via G. Donizetti 58 - Scandicci
Orari ore 21.00
Prezzi Posto unico non numerato
Intero 12 €
Ridotto 10 € (Over 60, Under 26, Soci UniCoop Firenze, Abbonati Teatro della Toscana, PergolaCard)
Quando:
18/03/2016 - 21:00–23:00
2016-03-18T21:00:00+01:00
2016-03-18T23:00:00+01:00

La donna che volle esser regina nella terra di Amleto

Geltrude, la madre del principe Amleto, è la protagonista Ghertruda, intenso testo poetico scritto da Davide Rondoni, uno dei maggiori poeti italiani contemporanei, non nuovo a incursioni nel mondo del teatro. Protagonista è Laura Piazza, interprete sensibile, sapientemente guidata dal regista Filippo Renda.

In Amleto Geltrude è un personaggio di non facile interpretazione: travolta dagli eventi non sostiene il figlio, non capisce il suo agire e rimane fedele al nuovo re, il nuovo marito.

In Ghertruda Davide Rondoni immagina che la regina torni agli eventi della sua tragica vita cercando dapprima di difendersi davanti a una giuria immaginaria, di dimostrare la propria condotta impeccabile, poi tentando di condannare gli altri personaggi del dramma: Claudio, Amleto padre, il figlio Amleto e perfino Ofelia. Ma, come ogni colpevole, la regina non desidera altro che confessare per venire condannata, e così finalmente, può ammettere il proprio fallimento.

Nessuno le ha più dato voce”, afferma Davide Rondoni, “agli altri sì, a lei no. Ora ha facoltà di parola. O forse di gèmito, di grido, di latrato e di bacio ancora. Lei la mamma di Amleto. E forse di noi. Un rischio farla tornare in scena. Lei così donna così madre così indomita. I morti dietro la vetrata continuano la loro strana festa. E lei ora dice: vi racconto io come sono andare le cose, come vanno nella storia di Amleto e di voi figli”.

Il testo si pone nel solco della tradizione testoriana di groviglio, religioso e carnale dei monologhi. Un cortocircuito tra l’alto lirismo e i rumori, irriverenti e dissacranti, della città metropolitana. Rondoni ha voluto donare questo monologo alla sua interprete, Laura Piazza, giovane attrice che ha lavorato con grandi registi, da Albertazzi a Calenda, da Carmelo Rifici a Claudio Longhi. Ghertruda è dunque espressione di un “alleanza”, di un itinerario di ricerca dai due intrapreso sul teatro di poesia militante e sulla parola poetica a teatro.

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