GIOVANNI PER CAMPARE DIGIUNAVA

24 Nov 2018 - 28 Nov 2018
Festival d'Autunno 2018 /
Progetto Area Metropolitana

Cristina Abati
Carlo Salvador
Rossana Gay
Tommaso Taddei
progetto curato da Stefano De Martin
ideazione e drammaturgia Virginio Liberti
regia Tommaso Taddei
illustrazioni originali Marco Ferro
elaborazioni video Ines Cattabriga
disegno luci Antonella Colella
tecnici Antonella Colella, Francesco Margarolo
produzione Gogmagog
con il sostegno di Regione Toscana - Sistema Regionale per lo spettacolo, Città Metropolitana di Firenze, Fondazione Teatro della Toscana, Comune di Scandicci
progetto Vivere di fame
foto Francesco Margarolo
Orari 21.00, domenica 16.45
Quando:
24/11/2018 - 21:00–22:30
2018-11-24T21:00:00+01:00
2018-11-24T22:30:00+01:00

PRIMA NAZIONALE

Gogmagog presenta Giovanni per campare digiunava un progetto curato da Stefano De Martin, ideazione e drammaturgia Virginio Liberti, con Cristina Abati, Carlo Salvador, Rossana Gay, Tommaso Taddei. Lo spettacolo si alimenta degli esiti di un laboratorio lungo un anno con oltre 90 adolescenti di due istituti superiori di Scandicci. La scintilla scatenante è stata la lettura de Il digiunatore di Franz Kafka, nonché la conoscenza ravvicinata di uno dei più affermati digiunatori di fine ‘800, Giovanni Succi da Cesenatico, scomparso 100 anni fa a Scandicci.
Una produzione Gogmagog.

Nel 1922 fu dato alle stampe Ein Hungerkünstler scritto da Franz Kafkache, gravemente ammalato, morirà anoressico due anni dopo. Narra di un digiunatore di professione che, non trovando il cibo adatto a lui, si lascia morire nella gabbia in cui era stato rinchiuso per la sua esibizione. Il modello ispiratore potrebbe essere stato lo stravagante e internazionaleGiovanni Succi.

Incredibile è stata la vita di Succi che nello spettacolo prenderà la forma di una grafic novel agita dal vivo: utilizzando una tecnica narrativa nella quale il linguaggio della scena dialoga e si interseca con altre forme di espressione artistica fondendo il lavoro dell’attore con la narrazione a fumetti, con l’illustrazione animata, con frammenti di video e foto d’epoca e con la musica per rendere a pieno la magia, la meraviglia e lo stupore estetico propri degli spettacoli da baraccone dei primi del novecento.

I manifesti che ne annunciavano le imprese, le fotografie e i filmati delle città in cui si esibiva, le musiche, le affabulazioni da imbonitore, le dichiarazioni altisonanti, le invettive e le lettere inviate a monarchi e scienziati si mescolano alle tavole realizzate appositamente per la scena che ripercorrono le gesta e le crisi, le sconfitte e le vittorie, i viaggi, gli affari, gli incontri e gli scontri, del grande Giovanni Succi. Il lavoro si snoda come uno straniante documentario fedele alla vita dell’artista e ai canoni estetici e rappresentativi del suo tempo, in modo da restituire tutta la carica di avventura, di epicità, di mistero e di meraviglia propri di quelle esperienze.