Teatro Studio 'Mila Pieralli'
14 Giu 2016
liberamente tratto da 5 opere di William Shakespeare
consulenza drammaturgica Giacomo Fanfani
luci Lorenzo Castagnoli
costumi Antonio Musa
musiche originali Tommaso Hagge
regia Coordinamento Teatro Come Differenza
in collaborazione con Servizio di Salute Mentale Adulti SOS SMA 1-4, 2, 3, 5 Firenze e SOS - SMA 6 Campi Bisenzio
produzione Coordinamento Teatro Come Differenza (Arbus - Arte in Corso - EsTeatro - Isole Comprese - Sfumature in Atto)
sede dell'evento Teatro Studio 'Mila Pieralli' | Via G. Donizetti 58 - Scandicci
Orari 21.15
Prezzi Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili
Quando:
14/06/2016 - 21:15–22:45
2016-06-14T21:15:00+02:00
2016-06-14T22:45:00+02:00

Il dramma del potere in Shakespeare

Cinque compagnie, sei registi, che lavorano da molti anni con il teatro nella Salute mentale si mettono in gioco con il Coordinamento Teatro come Differenza e dopo Borderline (2013), Reading (2014), Antologia del Nulla (2015, 2016), presentano oggi Il resto è silenzio – Il dramma del potere in Shakespeare. Ogni gruppo porta in scena l’estratto di un diverso dramma.

Arbus ha lavorato su Otello esplorando il tema del potere nelle relazioni Otello/Iago e Otello/Desdemona: potere che la mente dell’uomo ha sulla rappresentazione individuale della realtà e sulle conseguenza che questo può avere nelle relazioni affettive uomo/donna.

Arte in corso si è interrogato su Re Lear in cui si racconta la solitudine del potere determinata dalle sue stesse regole e dalle esigenze dinastiche della lotta alla successione.

EsTeatro contribuisce a questo ‘ritratto’ sul potere con la messa in scena di una rivisitazione originale tratta da Riccardo III dove si mette in risalto come la brama di potere possa arrivare a calpestare ogni etica e morale.

Su Amleto è invece incentrato il contributo di Isole Comprese. La vicenda del pallido principe che si sottrae a se stesso, vivendo le inquietudini del Castello di Elsinore nella propria mente, produce un corto circuito all’interno del teatro, tra fare teatro e essere teatro.

Sfumature in Atto ha scelto, infine, di lavorare su La Tempesta, opera che in un certo senso apre e chiude tutto Il resto è silenzio, inquadrando le diverse interpretazioni del potere in una visione idealizzata della tempesta come potenza della natura che simboleggia la violenza degli uomini. A questo scenario assiste Prospero che, abbandonati i propri poteri magici, chiude lo spettacolo riflettendo sull’effimera illusione del potere stesso.

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