24 Feb 2017 - 25 Feb 2017
Andrea Cosentino
dall’omonimo libro di Rosa Matteucci
adattamento e regia Luca Ricci
collaborazione alla scrittura scenica e azione Andrea Cosentino
musiche originali eseguite dal vivo da Danila Massimi
organizzazione e amministrazione Lucia Franchi e Massimo Dottorini
spettacolo vincitore de I Teatri del sacro 2015
foto di scena Manuela Giusto
produzione CapoTrave / Kilowatt, Pierfrancesco Pisani
con il sostegno di Regione Toscana, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Federgat / I Teatri del Sacro
sede dello spettacolo Teatro Studio 'Mila Pieralli' | Via G. Donizetti 58 - Scandicci
Orari 21.00

La durata dello spettacolo è di un'ora circa, atto unico.
Prezzi Intero
14€

Ridotto | over 60, under26, soci Unicoop Firenze, abbonati Teatro della Toscana, possessori di Teatro della ToscanaCard
12€

Ridotto | residenti comune di Scandicci, possessori di ICard e EduCard
10€
Quando:
24/02/2017 - 21:00–22:00
2017-02-24T21:00:00+01:00
2017-02-24T22:00:00+01:00

Al Teatro Studio ‘Mila Pieralli’ di Scandicci venerdì 24 e sabato 25 febbraio, ore 21, arriva Lourdes di Luca Ricci con Andrea Cosentino: un Mistero Buffo contemporaneo, decisamente connotato in senso grottesco.

Il monologo celebra un carnevale di personaggi, ciascuno con le proprie aspettative e speranze, tutti in viaggio verso Lourdes, in attesa di un miracolo. A guidarli e interpretarli è un attore solo in scena, Andrea Cosentino, che veste la divisa di Maria Angulema, colei che ha deciso di intraprendere quel lungo viaggio in treno come volontaria dama di carità, per chiedere alla Madonna spiegazioni sulla morte improvvisa del padre.

Il viaggio Maria Angulema parte sotto il segno della rabbia contro Dio – afferma Andrea Cosentino – si tratta della vecchia domanda: perché esiste il dolore al mondo? La particolarità di Lourdes è che il senso del sacro e la dissacrazione vanno di pari passo”.

Dall’omonimo romanzo d’esordio di Rosa Matteucci (Adelphi, 1998), adattato e diretto da Luca Ricci, Lourdes fonde il sapore acre di visioni grottesche e oniriche con il gusto dolciastro del comico che sfiora e lambisce le rive del lirismo poetico, per giungere al cuore del dramma umano più intimo e disperato. Le musiche originali sono eseguite dal vivo da Danila Massimi.

Una produzione CapoTrave / Kilowatt, Pierfrancesco Pisani, con il sostegno di Regione Toscana, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Federgat/I Teatri del Sacro. Lo spettacolo ha vinto I Teatri del sacro 2015.

Il rapporto senza vincoli con più personaggi, misto a osservazione disincantata e ricerca sul dinamismo espressivo e linguistico, fanno parte della riconoscibile cifra autoriale e interpretativa di Andrea Cosentino, attore, regista e drammaturgo di un teatro che è attento e spigliato scrutatore della contemporaneità. Muovendosi dalla crudezza oscena di una realtà imperfetta e deforme verso le sublimazioni estetiche della spiritualità e del pensiero, oscillando costantemente fra carne e sudore, purezza e poesia, con il monologo Lourdes Cosentino, diretto da Luca Ricci, traccia al Teatro Studio ‘Mila Pieralli’ di Scandicci venerdì 24 e sabato 25 febbraio, ore 21, una strada sghemba e irregolare verso quello che è a tutti gli effetti un abbandono alla fede e dunque una conversione.

Liberamente adattato da Ricci dall’omonimo romanzo d’esordio di Rosa Matteucci (Adelphi, 1998), Lourdes attraversa un’armata di grotteschi pellegrini (ma soprattutto pellegrine) che si mettono in viaggio verso la cittadina miracolosa, accompagnati da Maria Angulema, la protagonista, improvvisatasi dama di carità. Perduto il padre Orso in un incidente stradale, Maria Angulema, di piccola nobiltà terriera decaduta, vuole intraprendere il viaggio per chiedere alla Vergine ragione di quella tragedia assurda e dolorosa. Andrea Cosentino, da solo in scena, interpreta la Angulema e tutta la chiassosa carovana di credenti e pellegrini in viaggio. Le musiche originali sono eseguite dal vivo da Danila Massimi. Lo spettacolo è prodotto da CapoTrave / Kilowatt, Pierfrancesco Pisani, con il sostegno di Regione Toscana, Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Federgat/I Teatri del Sacro, che ha vinto nel 2015.

Salita su un treno bianco per Lourdes – spiega Andrea Cosentino – Maria Angulema assiste come può una schiera di malate vere e finte, predatrici e vittime, una terribile compagine insomma. Sia sul treno che a Lourdes, in albergo o sulla via che porta alla grotta, tutto si degrada in una continua sarabanda di cibi orribili, visite ai bagni, cattivi odori, senza che nulla venga risparmiato allo spettatore”.

Utilizzando il tono graffiante dell’ironia caustica e dissacrante, Andrea Cosentino entra in un carosello di tragicomiche marionette: un’umanità ridotta in macerie, ritratta come un bestiario multiforme, erge il suo spirito alla ricerca della luce divina. Fra pezzi di vita e di morte, le umane meschinità si dimenano in un’altalena di verità ripugnanti mentre la parola, declinandosi in una polifonia di voci, evoca atmosfere al contempo caustiche e malinconiche, levandosi alta al di sopra del reale, in un caos di preghiere, risate e lacrime.

Attorno a Maria Angulema sfila una sarabanda di gustose caricature – prosegue Cosentino – che raccontano il dramma di una consumata e consueta distruzione spirituale che la partecipazione al rito e la cerimonia religiosa vorrebbero occultare e negare. Stravolte e straniate, inghiottite e divorate dalla falsità del turismo religioso, le ‘maschere’ tragicomiche che indosso si fanno scheletro dell’anima a cui miseramente il corpo tenta di aggrapparsi”.

Mentre la dissacrazione più cinica si rovescia lentamente nel suo contrario, la dimensione comica e giocosa di Lourdes ha un contraltare nella musica dal vivo di Danila Massimi che riconduce al sacro e riporta l’attenzione all’aspetto più profondo del testo. La conclusione è beffarda: la derisione più spietata conduce infine a una totale fiducia e conversione. La fede non è dunque un baluardo di speranza da ricercare oltre se stessi, ma una riconquista dell’anima straziata, raggiunta attraverso le sue ferite. La disgrazia e la grazia convivono nello stesso corpo.

Il linguaggio è un misto di aulico e dialettale, i numerosi coprotagonisti o anche piccole apparizioni disegnano coralmente un’umanità così disperata – conclude Andrea Cosentino – da sconfinare nella più grande comicità. Lourdes è una sorta di Mistero Buffo contemporaneo, decisamente connotato in senso grottesco, che si apre a una spettacolarizzazione al contempo popolare e virtuosistica”.

L’orrore si placa con l’amore: l’esistenza senza scopo, grondante di squallore e lacrime, placa il suo tormento protendendo il volto verso i campi sterminati dell’infinito e della luce.

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