PERDERE LA FACCIA

29 Nov 2016
ZOOM FESTIVAL 2016
XI edizione
ALGORITMI
numeri di teatro recente
con Consuelo Battiston, Alessandro Miele, Rita Felicetti
di Menoventi – Daniele Ciprì
soggetto e sceneggiatura Consuelo Battiston, Gianni Farina, Alessandro Miele
fotografia Daniele Ciprì
montaggio Gianni Farina
immagine di Nicola Samorì
regia Daniele Ciprì
produzione Menoventi e Santarcangelo 41
in collaborazione con ERT – Emilia Romagna Teatro Fondazione
con il sostegno della Banca di Romagna
con il patrocinio del Comune di Faenza
Orari 20.45
Lo spettacolo ha una durata di 50 minuti.
Prezzi Intero 8€

Ridotto 6€
Under 26, over 60, abbonati Teatro della Toscana, soci UniCoop Firenze

Ridotto 5€
Residenti Comune di Scandicci, possessori di ICard e eduCard, dipendenti Comune di Scandicci

2 spettacoli la sera stessa 10€
Quando:
29/11/2016 - 20:45–21:45
2016-11-29T20:45:00+01:00
2016-11-29T21:45:00+01:00

Perdere la faccia è un progetto di Menoventi che prevede la proiezione di un corto da loro prodotto e diretto da Daniele Ciprì, a cui segue un incontro/performance dal titolo Una questione di prospettive.

Il fatto è che ad un certo punto la tirannia della prospettiva ci isola.

Noi umani, s’intende. Magari i personaggi di un film vivono in un altro modo, magari loro non sono prigionieri di un determinato punto di vista. Del resto, la loro vita è una finzione dichiarata. Noi invece non potremmo proferire parola senza mentire; quella stramaledetta inquadratura sul mondo che chiamiamo percezione ci obbliga alla solitudine ed alla menzogna. Però…

Forse si potrebbe tentare di raggirare il raggiro inquadrando l’inquadratura e trasformando così la finzione quotidiana in truffa sottile. In questo modo, almeno, la menzogna si farebbe esplicita, pulita, bianca come lo schermo del cinema.

Proprio questa ricerca di sincerità è la causa generatrice dell’avventura che coinvolge le tre figure principali del cortometraggio, interpretate da attori-cavie che fanno i conti con una regia spietata ed ipnotica, ma allo stesso tempo anche fantastica ed ironica.

Illusioni di ogni genere fanno parte del cammino dei protagonisti, strani esseri che nell’autismo troveranno la purificazione e nell’obbedienza l’unica strada percorribile per raggiungere una verità altrimenti inconcepibile. Perdere il ruolo per consunzione, gettare la maschera come si getterebbe la spugna, perdere l’identità, perdere il senno, perdere tutto.

Perdere la faccia”.

Gianni Farina

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