SMALL TALK

30 Nov 2016
ZOOM FESTIVAL 2016
XI edizione
ALGORITMI
numeri di teatro recente
regia, coreografia e interpretazione Martina Belloni, Maria Vittoria Feltre, Susannah Iheme, Francesca Valeri
musica Alberto Maria Gatti
lighting designer Gabriele Termine
costumi Matteo Pecchioli
produzione Gruppo M.U.D.
in coproduzione con Compagnia Simona Bucci
con il sostegno di Murmuris Teatro e Versiliadanza
nell'ambito del progetto di FLOW - Residenza Creativa Multipla, Centro di Creazione e Cultura e Vivaio del Malcantone (nell'ambito del progetto "Routes to employment / Il mestiere dell'arte")
Orari 22.15
Lo spettacolo ha una durata di 45 minuti.
Prezzi Intero 8€

Ridotto 6€
Under 26, over 60, abbonati Teatro della Toscana, soci UniCoop Firenze

Ridotto 5€
Residenti Comune di Scandicci, possessori di ICard e eduCard, dipendenti Comune di Scandicci

2 spettacoli la sera stessa 10€
Quando:
30/11/2016 - 22:15–23:15
2016-11-30T22:15:00+01:00
2016-11-30T23:15:00+01:00

ANTEPRIMA NAZIONALE

Small talk del Gruppo M.U.D. è un progetto sperimentale che intende riflettere sull’attuale dinamica delle relazioni umane, in particolare il rapporto con la tecnologia. L’utilizzo dell’oggetto tecnologico dà luogo a vere e proprie ritualità moderne, nuovi linguaggi, verbali e non verbali, nuovi modi di attribuzione di valore alla dimensione spazio/temporale. Regia, coreografia e interpretazione di Martina Belloni, Maria Vittoria Feltre, Susannah Iheme, Francesca Valeri.

Le nuove forme di comunicazione rappresentano al tempo stesso un formidabile strumento che apparentemente “libera” l’uomo, semplificando le azioni che deve compiere, riducendo tempi e spazi, avvicinando le persone attraverso l’essere in continua “connessione” con gli altri. Ma è davvero così? Che valore ha il tempo che è stato guadagnato dall’uomo in virtù della tecnologia? Essere “connessi” continuamente con gli altri vuol dire davvero stare-con-l’Altro? Quali valori assumono i rapporti tra le persone nell’era degli smartphone?

Conversazioni e relazioni umane diventano quindi un grande Small talk in spazi aridi, finti, sintetici, di scarso interesse e contenuto, dove si vorrebbe interagire senza avere nulla da comunicare. Small talk ha in sé anche un’accezione tecnico-informatica, riferendosi ad un linguaggio di programmazione orientato alla simbiosi dell’umano con il calcolatore. Da qui nasce la necessità di parlare di un tema attuale e riconoscibile, instaurando nel pubblico una riflessione sul rapporto tra la dimensione reale e quella virtuale.

Spesso non viviamo il momento corrente: il paradosso è che in presenza di un interlocutore “reale” la nostra attenzione è incanalata verso una platea di interlocutori virtuali, con un conseguente abbassamento della qualità delle conversazioni e dei rapporti umani, che rimangono superficiali, esaurendosi in getti di parole, icone, immagini.

Small talk rappresenta al contrario un progetto dove arte, scienza e tecnologia collaborano in un proficuo connubio, dando avvio a una forma sperimentale di produzione che richiede nuovi paradigmi interpretativi. I performer coinvolti sono infatti danzatori, ma anche visual e video artist, musicisti, in una collaborazione avviata fin dalla fase iniziale d’ideazione.

Tweet about this on TwitterShare on Google+Share on Facebook