20 Mar 2020 - 22 Mar 2020
ideazione e regia Riccardo Pippa
di e con Cecilia Campani, Giovanni Longhin, Andrea Panigatti, Sandro Pivotti, Maria Vittoria Scarlattei, Matteo Vitanza
dramaturg Giulia Tollis
maschere e costumi Ilaria Ariemme
scenografia Anna Maddalena Cingi
disegno luci Paolo Casati
cura del suono Luca De Marinis
assistente alla regia Daniele Cavone Felicioni
foto Laila Pozzo, Noemi Ardesi
produzione Teatro Franco Parenti / Teatro dei Gordi
con il sostegno di SIAE
nell’ambito dell’iniziativa Sillumina – Copia privata per i giovani, per la cultura
Orari 21, domenica ore 16.45
Prezzi Intero 15€
Ridotto 10€ - Under26, Over60, Abbonati Teatro della Toscana, Residenti Scandicci, Possessori Icard ed Educard
PYC (Pergola Young Card) 8€
Quando:
20/03/2020 - 21:00–22:00
2020-03-20T21:00:00+01:00
2020-03-20T22:00:00+01:00

Dopo Sulla morte senza esagerare, spettacolo di figura, la giovane compagnia, guidata dal regista Riccardo Pippa, continua l’indagine su una forma teatrale che si affida al gesto, ai corpi con e senza maschere, a una parola-suono scarna e essenziale che supera le barriere linguistiche, che mira ad una sintesi per esaltare la potenza e l’espressività dei loro volti di cartapesta: in assenza di parole sono i dettagli a rivelare allo spettatore ciò che accade.
Anche in Visite come segno principale del loro fare teatro, i Gordi utilizzano delle maschere di cartapesta che amplificano la cura per il dettaglio per raccontare una piccola e delicata parabola con ironia e leggerezza.
Ispirato al mito di Filemone e Bauci di Ovidio, Visite indaga la metamorfosi come segno del tempo, sguardo sul mondo, vitale necessità e dinamica scenica, e lo fa raccontando con un linguaggio originale, una storia semplice e comune con un linguaggio originale, per cogliere, se possibile, il fondo mitico di una quotidianità a noi vicina.
Tutto accade in una camera da letto, luogo intimo, aperto e appartato che contiene il tempo che passa, le stagioni della vita, i gesti quotidiani che diventano rituali, le visite degli amici, dei ricordi, dei sogni e la visita come ultimo, possibile, atto di resistenza.